San Marco Un santo di Stato

San MarcoRenato D’antiga

Nel presente saggio si ricostruisce la figura del santo da un punto di vista storico, agiografico e il culto avuto da Marco ad Alessandria. Poi si prosegue ad analizzare il contesto storico, religioso e politico in cui è nata ad Aquileia e Grado la legenda marciana e le cause che indussero il duca Giustiniano Particiaco a far trafugare il corpo da Alessandria. Segue poi, attraverso i documenti del tempo la storia della traslazione e le origini del culto a Venezia.

In appendice un breve saggio di Camilla Zanuso su
La pala feriale di Paolo Veneziano, un tempo collocata sopra l’altar maggiore della basilica marciana.

Camilla Zanuso, storica dell’arte, ha collaborato col Dipartimento di storia dell’arte (Università di Padova) all’allestimento di alcune mostre, e al progetto “Mantegna”.

Dello stesso autore:

Luci dal Monte Athos, 2004
Guida alla Venezia Bizantina, 2005
Storia e spiritualità del monte Athos, 2007
Venezia, Il Porto dei Santi, 2008
Venezia e l’Islam, santi e infedeli, 2010
Il deserto e l’occidente, 2010
La Venezia nascente, 2012

pala d'oro

Formato: 13,5x21 cm, Pagine: 140 illustrato, ISBN: 9788889466964 Prezzo: € 16,00

L’Anello del Pescatore

anello1Jean Raspail

Traduzione di Francesco Maria Fonte Basso

Chi è questo vecchio prelato vagabondo che, se interrogato sulla sua identità, risponde semplicemente: «Sono Benedetto»? Perché i servizi segreti del Vaticano lanciano sulle sue tracce il loro migliore agente? La Santa Sede si sente forse minacciata? Anno 1993. L’autorità di Roma non è più contestata dai tempi del concilio di Costanza che, nel 1417, depose Benedetto XIII, l’ultimo degli antipapi di Avignone. Le tracce dei suoi successori si sono perse tra la Provenza e Aveyron. Il Grande Scisma che ha dilaniato la Chiesa cattolica è ormai dimenticato. L’Anello del Pescatore, opera sconvolgente e visionaria, i n cui l’intrigo si snoda nel cuore della Storia, riscopre una disputa che risale al Medio Evo e insinua il dubbio capitolo dopo capitolo. Con quest’opera a cavallo tra il romanzo d’avventura, la favola mistica e il giallo, scritta con stile impeccabile, Jean Raspail si conferma più che mai scrittore di grande talento.

Recensioni

Formato: 13,5x21 cm., Pagine: 318, ISBN: 8889466322 Prezzo: € 16,00

Arte e culti dell’oriente cristiano a Roma e nel Lazio

cultiAlla scoperta di una Roma e di un Lazio poco esplorati quando non del tutto inediti, come nel caso della prima ricostruzione mondiale del culto dei santi siriaci in Roma. La Roma bizantina nella Storia e nell’Arte; le icone orientali del Lazio; Il Misterioso caso di S. Angelo in Peschiera; i tesori deuterobizani di Gaeta e molto altro ancora.

Testi di Angelo Michele Piemontese (Universita La Sapienza), Renato D’antiga, Marta Ragozzino (Soprintendenza Roma), e contribuiti di Anna Calia, Lorenzo Casadei, Giulia Lotti.

Foto di Federica Aghadian e altri.

Recensioni

Formato: 30 x 30 cm. cartonato, Pagine: 252 a colori/verniciate., ISBN: 88-89466-44-5 Prezzo: € 128,00

Il Regno di Giano

Il regno di GianoBoschi sacri, Chiostri e Giardini
a Roma e nel Lazio

Sulle tracce del dio degli inizi dal Gianicolo a Bomarzo alla scoperta di alcuni dei luoghi più suggestivi del Lazio.

 

 

Testi

Lorenzo Casadei – Il regno di Giano

Alain Daniélou – La saggezza assassinata

Reanto D’Antiga – Claustri laziali

Paola Di Silvio – I megaliti d’Etruria

Beatrice Testini e Francesco Fonte Basso – Bomarzo in Cina

Loretta Gratani – Gli alberi monumentali

Paola Lanzara – Boschi sacri – L’albero e l’uomo

Massimo Vidale – Piccole coppe e pozzi del tempo

 

Vignanello

Recensioni

 

 

 

 

Formato: 30 x 30 cartonato., Pagine: 204 illustrato, ISBN: 88-89466-63-6 Prezzo: € 108,00

Il Porto dei Santi

porto dei santiLa storia della Sacra Montagna

Renato D’antiga

In quest’opera, Renato D’Antiga ricostruisce la storia delle reliquie giunte a Venezia dall’Oriente cristiano, raccontando i culti e gli aneddoti che hanno fatto nel Medioevo di Venezia un luogo di pellegrinaggio.

Cosa rappresentano oggi per una città le sue reliquie e, in particolare, quale importanza hanno ancora a Venezia? Questa domanda mi è sorta spontanea leggendo il libro di Renato D’Antiga, che fa seguito alla sua Guida alla Venezia Bizantina.
A prima vista, ad uno sguardo senz’altro condizionato dai tempi, esse sembrerebbero oggetti di culto desueti, che hanno ormai perso molta della loro importanza. Infatti, a dispetto del grande successo di alcuni casi particolari, uno per tutti, quello del Santo, molte reliquie, per ottenere le quali talvolta si combattè a rischio della vita, appaiono ormai dimenticate dagli stessi fedeli.

Complice l’oblio, alcune di esse scompaiono nel silenzio. Senza scandali né denunce: è cosi che Venezia avrebbe perso secondo quanto si apprende dal libro il corpo presunto di sant’Anastasio di Persia, lo zoroastriano divenuto martire cristiano. Poco male, si dirà, in fondo le sue reliquie sono anche a Roma perché, come spesso accade, nei secoli le reliquie si sono moltiplicate per effetto combinato di cupidigia e ingenuità.
Eppure, queste reliquie, che si creda o meno al loro valore taumaturgico e teologico, che siano esse vere o false, sono parte fondamentale del patrimonio spirituale e culturale di Venezia. La storia della Serenissima, qui giustamente ribattezzata dall’autore porto dei santi, lo dimostra: esse furono essenziali per la sua vita spirituale e per la sua autonomia. Senza quel saldo legame con il “Cielo”, che esse garantivano, la Venezia medioevale non sarebbe forse mai potuta divenire una capitale ad immagine del centro del mondo, quale fu per i cristiani. Oggi che Venezia è minacciata dalla marea crescente della memoria persa e travolta dalle masse turistiche inconsapevoli, quali tributi e attenzioni la comunità cristiana e laica riserva alle Sacre reliquie conservate nelle Chiese museo dove sono esibiti e visitati i grandi capolavori dell’ arte?
La breve opera di D’Antiga ripercorre, dalle origini fino ai giorni nostri, la storia delle reliquie che da Oriente furono portate in Laguna. Grazie ad essa il lettore attento potrà riscoprire un’altra Venezia da vivere o da visitare, e magari contribuire alla conservazione di un patrimonio che non appartiene solo alla Chiesa ma alla città tutta.

Luana Zanella
Assessore alla Produzione Culturale Comune di Venezia

San Teodoro

Dello stesso autore:

Luci dal Monte Athos, 2004
Guida alla Venezia Bizantina, 2005
Venezia e l’Islam, santi e infedeli, 2010
Il deserto e l’occidente, 2010
La Venezia nascente, 2012
San Marco, un santo di stato, 2015

Recensione

Formato: 13,5 x 21 cm., Pagine: , ISBN: 88-89466-31-5 Prezzo:

Recensione di Venezia e l’Islam

Da “Il Sole 24Ore” del 20/3/2011

Scorrerie per trovare reliquie di santi
di Camilla Baresani

È il 2 luglio 1571. Nella basilica di San Marco, a Venezia, una cerimonia solenne proclama l’alleanza della Lega Santa. Da un lato, Papa Pio V, il re di Spagna Filippo II e la Serenissima; dall’altro, Solimano il Magnifico, che ha conquistato Cipro, baluardo della cristianità latina e fonte di ricchezza e traffici per Venezia. Alla cerimonia segue una parata politico-religiosa di sfarzo inaudito. Argenterie e ori esposti su tribune mobili. Una di queste, come riporta un documento del tempo, raffigurava «una barchetta guidata da un moro nudo con le ale e le corna che pareva proprio un diavolo, credo che rappresentava Caronte, e nella sua barca vi era dentro un vestito da turco». E poi il Doge, ambasciatori e «gentil’huomini Veneziani vestiti tutti di cremisino, non vi dico poi il rumore e le allegrezze che si fece di campane… tale che non si vide mai il più bello apparato da che Venezia è Venezia». Quasi dispiace non esserci stati quel giorno, col moro nudo e i veneziani drappeggiati di velluti, rasi e damasco. Ma è uno dei pochi momenti festosi raccontati in Venezia e l’Islam dal bizantinista Renato D’Antiga, studioso del culto delle reliquie di santi orientali. Dall’840, data di una disastrosa sconfitta della flotta veneziana contro i turchi a Taranto, fino al 1716, con la vittoria trionfale di Corfù, D’Antiga ci racconta il conflitto di civiltà e traffici che caratterizzò il fitto rapporto tra Venezia e l’Islam. Il resoconto, interessantissimo e ricco di dettagli iconografici (il libro è corredato di molte illustrazioni), mostra una conflittualità continua e spietata. Ecco per esempio cosa successe al governatore di Cipro Marcantonio Bragadin, che resisteva nella fortezza di Famagosta dopo lo sbarco degli ottomani: il comandante turco Mustafà lo catturò e lo fece scuoiare vivo, per poi impagliarlo e spedirlo a Costantinopoli come trofeo da conservare nell’arsenale. Ma nel 1580 la famiglia Bragadin riuscì a far trafugare il macabro reperto, facendolo poi collocare nella chiesa dei santi Giovanni e Paolo, sotto un suo busto a grandezza naturale. Non si contano le scorrerie dei veneziani per trafugare reliquie di santi. Del resto, la storia stessa di Venezia inizia con un avventuroso furto di spoglie sacre. Le popolazioni venetiche, rifugiate in laguna per sfuggire ai barbari e sottoposte alla blanda tutela dell’imperatore di Costantinopoli, cominciarono a temere di finire sotto l’occhiuto e turbolento dominio carolingio. Per rafforzare il nascente ducato, c’era bisogno di un nuovo santo patrono, che unisse il presente con i primordi della predicazione evangelica nella Venetia. Si decise dunque che l’evangelista Marco, il cui corpo era custodito nella chiesa di Bucoli ad Alessandria d’Egitto, diventasse il talismano religioso – e soprattutto politico – di cui la città e il Doge avevano bisogno. Ma l’Egitto era caduto in mano agli arabi, e fu solo grazie agli stratagemmi di due mercanti veneziani che si riuscì nella “translatio” del corpo del patrono di Alessandria. In seguito alla IV crociata, a partire dal 1204, cominciò ad affluire a Venezia una gran quantità di reliquie di santi orientali. Tra furti, scambi e regali, oggi le chiese veneziane custodiscono più di un centinaio di frammenti sacri. Con la guida di Venezia e l’Islam, potete costruirvi un singolare itinerario veneziano, sulla traccia di questi cimeli corporali per il cui possesso persero la vita in tanti.

Da “Studia Patavina” dell1//2012
 di Giorgio Fedalto

E’ un piccolo libro che si legge volentieri presentando aspetti diversi della storia di Venezia dalle sue origini, in connessione con scontri e incontri con l’islam. Si direbbe una storia attuale se non fossero mutate le componenti storiche di fondo. La globalizzazione del pianeta, i concetti di libertà, fraternità, uguaglianza, i drammi che deriverebbero da guerre nucleari spingono, finché ciò sia possibile, a cercare costantemente operazioni di pace. Allora era tutto diverso. Venezia si difendeva da Genova in ragione del loro commercio a Bisanzio e nell’impero, si opponeva ai saraceni o trovava degli accordi con loro fino ai limiti delle proprie possibilità e delle proprie difese. Per di più, allora, credendo in un Dio protettore e in una Theotokos, Madre di vittoria, i veneziani vi ricorrevano abitualmente, in guerra e in pace. Preghiere, processioni, voti erano costantemente all’ordine del giorno e cos’ quanto ricordava santi antichi e piœ recenti. Ci˜ spiega pure la grande devozione per le reliquie, che soprattutto un impero come quello bizantino fondamentalmente cristiano cercava e conservava: devozione incrementata a cominciare dagli esponenti della casa imperiale, che spesso regalava reliquie per benefici ricevuti da Venezia per l’aiuto, anche militare, prestato loro in contingenze difficili. Il sacro entrava cos’ nella vita quotidiana ed era la reale garanzia di fronte al pericolo incombente, solitamente di provenienza saracena.

Fa piacere leggere queste pagine anche perché l’A. non manca di aggiungere alla bibliografia su storia politica e civile pure quella religiosa. Appunto la religione cristiana era l’anima della Repubblica veneziana, per cui non si potrebbe scriverne la storia ignorandola.

 

Venezia e l’Islam

 


Venezia e l'IslamSanti e infedeli

Renato D’antiga

Dall’840, quando Venezia subì una catastrofica sconfitta navale alla trionfale vittoria veneziana di Corfù del 1716 contro i turchi, la storia di Venezia e quella delle genti islamiche si intrecciano a più riprese.
In questo prezioso libro, ricco di documentate precisazioni e di riferimenti iconografici, la narrazione storica sarà arricchita dal racconto di episodi fondanti della storia della spiritualità veneziana. Dalle origini del patronato spirituale di S. Marco a Venezia (del quale si presenta un inedito riscontro storiografico), al culto dei santi introdotti dalla Repubblica di Venezia in occasione delle guerre combattute contro i Saraceni e i Turchi. Fra questi anche santa Giustina, e sant’Antonio da Padova.

Maometto II

Dello stesso autore:

Luci dal Monte Athos, 2004
Guida alla Venezia Bizantina, 2005
Storia e spiritualità del monte Athos, 2007
Venezia, Il Porto dei Santi, 2008
Il deserto e l’occidente, 2010
La Venezia nascente, 2012
San Marco, un santo di stato, 2015

Recensioni

Formato: 13,5 x 21 cm., Pagine: 156 (un sedicesimo a colori), ISBN: 88-89466-42-1 Prezzo: € 16,00

La Venezia nascente

Venezia nascenteRenato D’Antiga

In questo saggio, frutto di un lavoro decennale, si ricostruiscono le origini di Venezia. Accanto alla storia civile, si narra anche la storia religiosa attraverso le istituzioni ecclesiastiche e i culti dei santi, che ebbero nell’antico ducato un’importanza rilevante, come quello, in particolare di san Marco.

 

Sommario

I.  Da Aquileia a Grado
II.  Da Grado alla Civitas RIvoaltoina
III.  Da provincia bizantina a Ducato autonomo
IV.  L’età degli Orserolo
Dello stesso autore:

Luci dal Monte Athos 
Guida alla Venezia Bizantina
Storia e spiritualità del monte Athos 
Venezia, Il Porto dei Santi
Venezia e l’Islam, santi e infedeli
San Marco un santo di stato
Il deserto e l’Occidente
La Roma bizantina in Arte e culti dell’oriente cristiano a Roma e nel Lazio  Claustri laziali in Il Regno di Giano 

Recensioni

Formato: 13,5 x 21 cm., Pagine: , ISBN: 978-88-89466-79-7 Prezzo: € 16,00