Recensioni Club dei buongustai

“Il club dei buongustai”

di Gabriele Ottaviani

Non c’è altra vera dieta che quella di mangiare la propria fame.

Il club dei buongustai e altri racconti culinari giapponesi, Jun’Ichirō Tanizaki, Kōzaburō Arashiyama, Osamu Dazai, Rosanjin Kitaōji, Shiki Masaoka, Kenji Miyazawa, Kafū Nagai, CasadeiLibri editori, a cura di Ryoko Sekiguchi, traduzioni di Ryoko Sekiguchi, Patrick Honnoré e Lorenzo Casadei. Illustrazioni La Cocotte. Siamo quello che mangiamo, si sa. E nutrirsi è fondamentale. Senza cibo non c’è vita. E al mondo c’è chi spreca l’impossibile. E chi letteralmente fa la fame. Il cibo è cultura. Identità. Storia. Appartenenza. Famiglia. Un atto d’amore. In questa splendida, ricca, dotta antologia ogni cosa è illuminata, ogni emozione è raccontata. Senza retorica, con stile, garbo, scintillante brillantezza. Da non perdere.

Il club dei buongustai e altri racconti culinari giapponesi

Nella fiction giapponese, non solo i personaggi mangiano di tutto nelle più svariate situazioni, ma il panorama editoriale nipponico spinge i più grandi scrittori ad occuparsi di cucina.

In questa raccolta, che prende il nome dal titolo di un racconto di Jun’ichirô Tanizaki, sono riuniti racconti culinari dal XII secolo ai giorni nostri:

autori del calibro di Kôzaburô Arashiyama, Osamu Dazai, Rosanjin Kitaôji, Shiki Masaoka (il riformatore dell’haiku moderno), Kenji Miyazawa, Kafû Nagai, Kanoko Okamoto e ovviamente Jun’ichirô Tanizaki si danno convegno per una abbuffata indimienticabile.

Testi scelti e curati da Ryoko Sekiguchi.

Osamu Dazai, Ricordi di saké

Kanoko Okamoto, Sushi

Anonimo del XVIII secolo, 100 curiosità al tofu

Rosanjin Kitaōji, Sukiyaki e anatra, breve impressione della cucina occidentale 

Anonimo, Due storie di funghi

Kōzaburō Arashiyama, Ventre vuoto e testa in aria

Kenji Miyazawa, Colazione d’addio

Kafū Nagai, Gli yōkan

Jun’Ichirō Tanizaki, Il club dei buongustai

Recensioni

Formato: 13,5x21 cm, Pagine: , ISBN: Prezzo: 16,00

Recensione Shinto

«Shinto. Alle radici della tradizione giapponese»

«Lo shinto e una religione?». Con queste parole si apre il saggio di Paolo Balmas e, evidentemente, non e facile dare una risposta a tale quesito. Il termine shintoismo appare per la prima volta intorno al VI secolo, quando il contatto con la cultura cinese ha segnato una tappa cruciale dello sviluppo socioculturale giapponese. E in quest’epoca, e precipuamente come reazione all’influenza della Cina (e alla conseguente – nonche rapidissima – diffusione del buddhismo), che il Giappone codifica la propria lingua in forma scritta e si configura un corpus iconografico e una strutturazione di quelle pratiche cultuali che già da molto tempo erano parte della tradizione e che da allora verranno definite come «shintoiste».

La storia dello shintoismo e del buddhismo non e stata caratterizzata solo da contrapposizioni, quanto piuttosto da compenetrazioni, nonostante nella Costituzione che il Giappone si era dato nel 1889 lo shintoismo venisse definito come il naturale culto degli antenati da sempre praticato nell’isola proprio per differenziarlo da altre religioni. Il saggio, ricco di preziose indicazioni linguistiche, fornisce interessanti nozioni sulla visione metafisica shintoista. Scopriamo, ad esempio che nel Kojiki, una raccolta di testi «sacri» databile attorno al VII secolo, vengono enunciati alcuni pilastri della «religiosita» shintoista, per la quale esisterebbe una sorta di «legge di corrispondenza» fra ciò che si trova entro i confini della realtà manifestata e ciò che sta al di là di essa. Ciò a dimostrazione del fatto che la materia e compartecipe alla natura «divina» (o, per meglio dire, «spirituale») delle cose. Tale aspetto, sottolinea l’autore, sembra essere un carattere specificamente «giapponese», ravvisabile anche nell’assoluta necessita di contemplare la natura (sia nel suo lato positivo che in quello distruttivo) in un’ottica di immersione con essa ma anche come strumento di conoscenza. Proprio per tali caratteristiche, secondo l’autore, nonostante lo shintoismo rimanga strettamente legato alla cultura giapponese, la ricerca di equilibrio da esso propugnata e un messaggio all’umanità tutta.

Michele Lipori

(pubblicato su Confronti di giugno 2015)

Recensioni Hanafuda

Giappone “mon” amour

di Elena H Rudolph (da https://herudolph.wordpress.com)

kokeshiTra me e la kokeshi Yaishun (desiderio di primavera) è stato amore a prima vista: il suo nome deriva dai ramoscelli di pruno in fiore che decorano il kimono. Il corpo bianco rappresenta la purezza d’animo con cui affrontiamo la vita. In Giappone il fiore di pruno è tra i più amati: rappresenta la rinascita e simboleggia l’inizio, è il primo fiore a sbocciare a febbraio, spesso sotto la neve, e dimostra quindi una grande forza e tenacia ed è  particolarmente indicato per chi sta per intraprendere una nuova esperienza. Presto ha trovato un compagno, la kokeshi Shiawase Jizo (Jizo felice), una divinità guardiana e protettrice dei bambini e dei viaggiatori.Così è iniziato il mio viaggio nella cultura giapponese a gennaio, al Mercato Monti, dove Flaminia e il suo compagno mi hanno dedicato tempo e mi hanno raccontato dei loro viaggi regolari in Giappone dove acquistano kokeshi, haori, kimono e altri oggetti tradizionali. Sono ospiti fissi a Mercato Monti, al centro di Roma, e in altri mercati di artigianato.

La primavera arriva e mi ritrovo di nuovo immersa nel Giappone. Mercatino giapponese 10° edizione – Ex Dogana
Il Mercatino giapponese è un brulichio di gente di ogni tipo e di ogni età. Gli hangar sono gremiti di persone – un po’ troppe per i miei gusti – che si fermano davanti ai banchi che espongono di tutto: manga, gioielli fatti con gli origami, magliette con Jeeg Robot, Mazinga e tutti gli eroi e le eroine dei bambini degli anni ‘80. C’è chi assaggia il tè macha, chi si dedica a una seduta di shiatsu e chi prepara il suo prossimo soggiorno in Giappone. Non so se le giovani generazioni sanno che la prima a portare i capelli verde/blu, che oggi si vedono tanto in giro sulla testa delle adolescenti, è stata Lamù, un’aliena che indossa un bikini tigrato ed è innamorata di un ragazzo che chiama “tesoruccio”. Era la prima metà degli anni ’80 e Lamù dalla carta stampata dei manga fu catapultata sui nostri schermi televisivi. Di certo lo sanno le numerose teste dai capelli verde petrolio che si aggirano all’ex Dogana di scalo San Lorenzo per il 10° anniversario del Mercatino giapponese.

Mercatino Giapponese 10° edizione – Ex Dogana
Tra gli affollatissimi banchi non manca l’editoria specializzata. Incontro l’editore-traduttore-maestro di aikido Lorenzo Casadei di CasadeiLibri che mi mostra alcune pubblicazioni. Tra queste mi interessa Hanafuda – Il gioco dei fiori di Véronique Brindeau, studiosa e docente di musica giapponese a Parigi nonché traduttrice e già autrice di Elogio del muschio (pubblicato e tradotto da Casadei).

Ho avuto l’opportunità di partecipare alla presentazione del libro all’Aranciera dell’Orto botanico di Roma ad aprile, durante la fioritura dei ciliegi. Proprio in occasione dell’hanami (花見 letteralmente “ammirare i fiori”) i rami degli alberi del giardino giapponese sono stati ornati con gli haiku di Bashō e di altri poeti.
Per noi occidentali può sembrare arduo entrare in questo mondo, per questo il libro di Vèronique Brindeau (tradotto dallo stesso Casadei) è una preziosa guida che ci porta in un lungo viaggio tra passato e presente fin dentro le case, i teatri, le cerimonie che ormai non sono più così sconosciute. Non è un caso che il simbolo della casa editrice – il carattere mon – rappresenta una porta aperta su mondi diversi.

Hanafuda – Il gioco dei fiori è una lettura impegnativa, da leggere con calma, un poco per volta, con lentezza, come si fa quando si apprezzano le piccole cose. Per chi – come me – ha da poco cominciato a interessarsi del Giappone, è una miniera di spunti di riflessione.

L’hanafuda è un mazzo di 48 carte divise in 12 gruppi (uno per ogni mese dell’anno) di 4 carte. Sulle carte, di formato ridotto rispetto a quelle cui siamo abituati, sono raffigurati fiori, alberi, animali e (raramente) figure umane. Al di là del gioco vero e proprio, molto diffuso in Giappone, ciò che mi ha spinto verso questo libro sono le storie che, mese per mese, accompagnano il lettore e svelano tradizioni, leggende e mitologie del Giappone. Il testo ha un ricco apparato iconografico e f
otografico ma anche poetico e letterario ed è corredato di un mazzo di carte con relative regole del gioco.
Il mio mese preferito è novembre, rappresentato dal salice. Sulla carta madre di questo mese sono raffigurati un uomo che cammina ail poetaccanto
a un corso d’acqua, un salice e una rana. Quest’uomo è il poeta Ono no Tōfū, fondatore della calligrafia giapponese, il quale
introduce uno stile nuovo caratterizzato dalla delicatezza del tratto che richiama il ramo del salice.

 

Questo albero, infatti, ha la capacità di piegarsi senza rompersi, anche sotto il carico di neve, e rappresenta anche le abilità delle arti marziali. Narra la leggenda che il poeta, avendo fallito sei volte un concorso letterario, si aggirava abbattuto nei pressi di un fiume quando vide una rana che tentava di saltare su un ramo di salice per catturare un insetto. La rana fallì più volte nel suo tentativo, finché al settimo salto riuscì nel suo intento. Il poeta, ispirato da questa visione, ritrovò il coraggio e vinse il concorso. La carta del Poeta sotto la pioggia, protetto da un ombrello, che passa accanto a un fiume accompagnato da una rana, rappresenta un’immagine edificante della volontà e della tenacia ricompensata.
shunsenyanagi-onnaIl salice, o meglio il suo “spirito”, è anche protagonista di una suggestiva leggenda, quella del salice di Kyoto, che lo stesso Casadei racconta qui e che ho ascoltato con grande gusto durante la presentazione di aprile. (Che potete trovare in appendice al libro Shinto alle radici della tradizione)

Se ne avete la possibilità, andate alle presentazioni del libro perché è sempre un piacere ascoltare le storie direttamente da chi le ha raccolte. Le prossime saranno all’Orto botanico di Trieste e al Festivaletteratura di Mantova.

Hanafuda, il gioco dei fiori

Copertina Hanafuda
Copertina Hanafuda

Dopo il grande successo de L’elogio del muschio finalmente il secondo libro di Véronique Brindeau.

Nel XVI secolo nacque in Giappone un gioco di carte molto particolare, Hanafuda. Un gioco senza re, né regine, ma iris, ciliegi e salici, poesie e leggende, simile ad un erbario meraviglioso dove fiori e piente svelano un tesoro di riferimenti mitologici, letterari e paesaggistici.

Véronique Brindeau, mese per mese ne svela i segreti.

Con il libro un mazzo di carte per giocare nel classico formato della Nintendo e le regole di Koi koi e Aiawase.

hanafuda presentazione

 

Formato: , Pagine: 110, ISBN: 9788889466803 Prezzo: 18,00 Con le carte da gioco.

Elegia Siriana – A Syrian Elegy

Elegia Siriana - A Syrian ElegyLibro fotografico

Fabio Massimo Fioravanti e Paolo Romani

Edizione bilingue italiano/inglese

Fotografie che raccontano un Paese da sempre luogo di incontro e di passaggio tra Oriente e Occidente, tra culture e religioni differenti.

Immagini di una Siria ormai perduta, sia nelle immagini dei siti archeologici, che la furia dei combattimenti ha distrutto o danneggiato come a Palmira, Aleppo, Krak dei Cavalieri, Apamea o Bosra; sia nelle fotografie ‘di strada’ riprese nei suq di Damasco, Aleppo, Hama, Homs, Raqqa, Tartus; suq che sono stati distrutti o ridotti a vuoti palcoscenici privi di vita.

Testi di Paola D’Amore e Lorenzo Trombetta

Fabio Massimo Fioravanti, romano è autore di reportage fotografici sul Giappone, l’Asia Centrale, l’India e l’Africa del sud.
Ha pubblicato vari libri trai quali ricordiamo: La Via del Noh. Udaka Michishige: attore e scultore di maschere, 2014; Zuiganji. La vita dei monaci Zen, 2011.

Paolo Romani viaggia da anni tra le diramazioni della ‘Via della Seta’. Da alcuni anni lavora al progetto “Roma altrimenti”.
Ha ricevuto molteplici premi: Hasselblad Austrian Super Circuit, (Gold medal – 2001); The Mediterranean Foundation for Art Biennale of Photography, (2002).
Tra le molteplici pubblicazioni ricordiamo: Hasselblad Austrian Super Circuit Best of catalogue, 2001;  The world’s Greatest Black&White photographies, 2007; B&W Magazine Portfolio 2009.

Assieme Fabio Massimo Fioravanti e Paolo Romani hanno pubbliucato Imagine Uzbekistan (2006).

Galleria su You tube

Formato: 15x21 cm, Pagine: 144, ISBN: 9788889466957 Prezzo: € 18,00

Gatti Giapponesi


gatti2Ritratti felini dagli inizi del Novecento ai giorni nostri

(a cura di Diego Cucinelli)

I dieci racconti racchiusi in questo volume esemplificano la consacrazione del gatto nella letteratura giapponese moderna e contemporanea. Gli autori, tutti grandi amanti dei felini, spaziano dal romanziere di fama internazionale Natsume Sōseki allo scrittore fantasy Kyōgoku Natsuhiko, recente caso letterario. Anche per quanto riguarda i generi si è cercato di offrire al lettore il ventaglio di possibilità più ampio possibile, affinché possa ammirare l’animale da più prospettive e ne emerga la straordinaria versatilità che ha ispirato personalità artistiche eterogenee e distanti tra loro: scritti privati, testi visionari con gatti spettrali e fiabe moderne dalle molteplici chiavi di lettura. Agile e sinuoso quindi non solo nelle movenze, ma nell’essenza stessa, il gatto assurge a topos letterario che permette di individuare un filo che unisce passato e presente del Giappone e, al contempo, il suo rapporto con le culture straniere.

Opere:

Formato: 13,5x21 cm - dorso quadro, Pagine: 194 illustrato, ISBN: 9788889466889 Prezzo: € 16,00

Elogio del Muschio


Elogio del Muschio - libroVéronique Brindeau

Erano prima del tempo degli uomini, ben prima di quello degli alberi e dei fiori … Il giardino che porta alla casa del té, dove si reca chi vuole affrancarsi dal mondo, è tessuto di muschi.
Così inizia il magnifico libro della Brindeau. Un viaggio tra antichi giardini, arte e poesia del Giappone, alla scoperta del regno incantato dei muschi all’«incrocio dei sogni» dove i vivi e i morti si parlano per mezzo di immagini.
Di Veronique Brindeau in preparazione
Hanafuda, il gioco dei fiori.

Formato: 17 x 24 cm., Pagine: 108 illustrato, foto a colori., ISBN: 9788889466926 Prezzo: € 18,00

Scarica il capitolo introduttivo

Intervista al traduttore (Rai educational)

Recensioni

Formato: 17 x 24 cm., Pagine: 108 illustrato, foto a colori., ISBN: 9788889466926 Prezzo: € 18,00

San Marco Un santo di Stato

San MarcoRenato D’antiga

Nel presente saggio si ricostruisce la figura del santo da un punto di vista storico, agiografico e il culto avuto da Marco ad Alessandria. Poi si prosegue ad analizzare il contesto storico, religioso e politico in cui è nata ad Aquileia e Grado la legenda marciana e le cause che indussero il duca Giustiniano Particiaco a far trafugare il corpo da Alessandria. Segue poi, attraverso i documenti del tempo la storia della traslazione e le origini del culto a Venezia.

In appendice un breve saggio di Camilla Zanuso su
La pala feriale di Paolo Veneziano, un tempo collocata sopra l’altar maggiore della basilica marciana.

Camilla Zanuso, storica dell’arte, ha collaborato col Dipartimento di storia dell’arte (Università di Padova) all’allestimento di alcune mostre, e al progetto “Mantegna”.

Dello stesso autore:

Luci dal Monte Athos, 2004
Guida alla Venezia Bizantina, 2005
Storia e spiritualità del monte Athos, 2007
Venezia, Il Porto dei Santi, 2008
Venezia e l’Islam, santi e infedeli, 2010
Il deserto e l’occidente, 2010
La Venezia nascente, 2012

pala d'oro

Formato: 13,5x21 cm, Pagine: 140 illustrato, ISBN: 9788889466964 Prezzo: € 16,00

Frances Yates e la tradizione ermetica

YatesMarjorie Jones

traduzione di Andrea Damascelli

Chi era Frances Yates, l’autrice de L’Arte della memoria, de L’Illuminismo dei Rosacroce e di Giordano Bruno e la tradizione ermetica?
Un’illustre accademica quasi autodidatta e solitaria che viveva proiettata nel Rinascimento?
Marjorie Jones indaga gli aspetti biografici inediti, la sua malattia creativa, i rapporti con il Warburg Institute, l’interesse per Shakespeare e per la filosofia occulta, e l’amore per i libri. Il ritratto di una donna che resta una delle figure più brillanti e interessanti del Novecento.
Marjorie G. Jones insegna storia al Mercy College ed è socia del Writing Women’s Lives seminar, vive a Philadelphia. Il suo primo libro Francis Yates and the Hermetic Tradition, è stato tradotto in giapponese.

Vincitrice del Premio di scrittura femminile “il Paese delle donne & Donna e poesia” 2015 (saggistica)

Intervista all’autrice Rai educational

Formato: 13,5x21 cm., Pagine: 304, ISBN: 9788889466919 Prezzo: € 25,00