Pino Ninfa

Pino Ninfa, collabora con le maggiori testate italiane dal “Corriere della Sera” a “Repubblica”, oltre che su riviste di viaggi e musica.
Nel 1995 pubblica Impressioni mediterranee, Ismez; nel 1999 Nero tango, Marcos y Marcos; nel 2007 Come un racconto chiamato jazz, Osiride.
Per Emergency ha realizzato, nel 2001, un reportage sull’ospedale di Battambang e sulle aree cambogiane ancora minate.
Per Amani realizza nel 2005 un reportage, diventato calendario nel 2006, sul recupero dei bambini di strada di Nairobi.
Dal 2006 inizia a lavorare su un progetto dedicato all’Etiopia, diventato poi un progetto multimediale, che comprende musica e fotografia.
Per CasadeiLibri ha pubblicato

Attraverso L’Etiopia
In Jazz
Sulle strade dell’avventura, omaggio a Hugo Pratt

Jazz Gigs
‘Round about Township

Saito Hiroyuki

Saito Hiroyuki (1919-1987), pittore e illustratore di opere per ragazzi. Nato in Manciuria si diploma all’Istituto Imperiale d’Arte. Lo stesso anno è chiamato alle armi e va in Cina e nelle Filippine. Dal dopoguerra si dedica alle illustrazioni e a tableau per edizioni rivolte all’infanzia, sopratutto per alleviare le pene degli orfani di Hiroshima e Nagasaki. Fra le opere più rappresentative: Shiranui (I Misteriosi fuochi di Kumamoto, testo di Takashi Yoichi, 1970, Premio Kodanshaper le illustrazioni), Gawappa (Storia di un Kappa, testo di Takashi Yoichi, 1971, Premio Shogakkan per le illustrazioni).

La pelle del Demone blu
La storia del Tengu
Storia di un Kappa
I Misteriosi fuochi di Kumamoto

Takashi Yoichi

Takashi Yoichi (1928), noto autore di romanzi per ragazzi e di non-fiction per l’infanzia. Nel 1962 pubblica il Romanzo preistorico; le avventure di Taro il cacciatore, ottenendo nel 1964 con Il Giappone nascosto il Premio Letterario dell’Associazione Autori per l’infanzia per l’impegno nella ricerca di nuove tematiche. Fra i romanzi per ragazzi L’isola del drago (1976), Segreti dell’isola di Creta (1978); fra le opere folcloristiche Shiranui (I Misteriosi fuochi di Kumamoto, 1970), Gawappa (Storia di un Kappa, 1971), Oni to sannnin kyoudai (Il demone e i tre fratelli). Autore anche di Raccolta di racconti sui resti antichi (1968-69, 7 volumi) e Raccolta di racconti sulle scoperte archeologico del Giappone (1970-75, 15 volumi), importanti per gli studi archeologici che stanno alla base delle sue elaborazioni fantastiche.

La pelle del Demone blu
La storia del Tengu
Storia di un Kappa
I Misteriosi fuochi di Kumamoto

Luc Benoist

Luc Benoist (1893-1980) è stato assistente al Musée de Versailles e conservateur honoraire des Musées de France. A partire dal 1928, iscopre l’Opera di René Guénon che lo spinge a modificare ed orientare la propria prospettiva. Corrispondente di Guénon all’epoca già al Cairo, divenne collaboratore regolare della rivista Études Traditionnelles.

Autore di numerosi scritti sull’arte come La Sculpture romantique, Paris, 1928, La Renaissance du Livre. Art du Monde, la spiritualité du metier, tra i sui libri tradotti in italiano ricordiamo: Segni, simboli e miti. – Milano : Garzanti, 1976 e Il Compagnonaggio e i mestieri – Amiedi, Milano.

Bronislaw Baczko

Bronislaw BaczkoBronislaw Baczko nasce a Varsavia, il 13 giugno 1924. A seguito dei drammatici eventi della guerra lascia, con la sua famiglia, la città. Trascorre due anni in Unione Sovietica, in un kolchoz , raggiunge poi l’armata del partito comunista polacco e, come ufficiale dell’Armata polacca, ritorna nel 1944 a Varsavia, dove completa gli studi. Nel 1952 è docente all’Università di Varsavia ed esponente di punta del marxismo polacco. E’un professore seguito con fedeltà dai suoi studenti, uno studioso che si addentra, a partire dagli studi su Rousseau, nelle problematiche del XVIII° secolo e del periodo rivoluzionario di cui diventerà uno dei maggiori esperti a livello mondiale.
La sua attività di intellettuale si intreccia alle vicende politiche della Polonia; rigore e coerenza, la difesa della libertà d’opinione, della legalità, lo porteranno a un duro scontro con il POUP (Partito Operaio Unificato Polacco). Nel 1968 viene interdetto. Espulso dal partito gli viene impedito di insegnare, di pubblicare, ed è costretto all’esilio. In Francia prima, a Ginevra poi, Baczko prosegue il suo percorso intellettuale e umano. Pubblica testi importanti sull’Utopia, sulla Rivoluzione Francese, di cui indaga i risvolti legati all’immaginario sociale, sulla pedagogia rivoluzionaria. Prosegue la sua attività di Professore all’Università di Ginevra, dove vive tutt’ora. La sua ultima fatica è recente: Politiques de la Révolution française , edito da Gallimard, è stato dato alle stampe nel 2008.

Maria Pia D’Orazi

Maria Pia D’Orazi, giornalista. Una passione per l’avanguardia giapponese, ha collaborato con l’Università di Roma “La Sapienza” e con la Japan Foundation (in Italia e Giappone). Fra i suoi libri: Butō. La nuova danza giapponese (E&A Editori Associati, 1997); Kazuo Ōno (L’Epos, 2001); Scusi ma lei è qualcuno? Ferruccio Di Cori, uno psichiatra a teatro (Bulzoni, 2006). Ha lavorato per il Foglio. Attualmente è nella redazione di Otto e Mezzo (La7).

Beatrice Testini

Beatrice Testini, è nata a Firenze dove si è laureata in Architettura. Lì ha iniziato la sua formazione nello studio Forte Europa 2000 dell’architetto Lorenzo Papi. Da più di dieci anni pratica alcune discipline tradizionali orientali, tra le quali l’aikido e lo shodo. Attualmente vive a Padova e si dedica allo studio e alla composizione dei giardini.

Con Francesco Fonte Basso ha scritto
Il Giardino del Sogno in Il Regno di Giano
Le quattro libertà di un giardino (Maestri di giardino editore)

 

 

Sachimine Masui

Sachimine Masui, nato a Kurayoshi, Giappone. Paesaggista, socio dell’AIAPP, Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio.Ha studiato landscape architecture al Graduate Schoolof Design, University of Pennsylvania, Philadelphia, Usa; storia ed antropologia dell’Asia in rapporto al paesggio presso la Sophia Università degli Studi Roma-Tre. In Italia ha tenuto conferenze e corsi sul giardino/paesaggio giapponese in università e istituti professionali. Attualmente vive in Giappone.

Seyyed Hossein Nasr

Seyyed Hossein Nasr nato a Teheran nel 1933. Studiò al Mit di Boston matematica e fisica e ad Harvard, storia della scienza e in filosofia. Conobbe grandi studiosi come de Santillana e B. Russell. Dopo la specializzazione in scienze islamiche, ritornò in Iran dove fu ordinario distoria della scienza e della filosofia, preside della Facoltà di lettere, rettore dell¹Università Aryamehr, presidente dell’Accademia iraniana di filosofia. Rendendosi conto che la sua preparazione interiore era ancora incompleta seguì per anni i più qualificati maestri iraniani. L’avvento di Khomeyni ebbe gravi ripercussioni sulla sua vita tanto che durante la rivoluzione la sua biblioteca fu distrutta. Preferì quindi stabilirsi negli Usa dove oggi dirige l’Istituto di Studi Islamici della George Washington University. Nasr ha scritto in persiano, arabo, inglese e francese più di quaranta libri e oltre quattrocento saggi sull’Islam, sull’arte e sulla scienza moderna, ecc.

Tra i più importanti ricordiamo (con indicazione della prima edizione): An Introduction to Islamic Cosmological Doctrines, Cambridge 1964; Three Muslim Sages, Cambridge 1964; Ideals and Realities of Islam, Allen and Unwin, London 1966 [trad. it. Ideali e realtà dell’Islam, Rusconi, 1989]; Science and Civilization in Islam, Harward University Press, Cambridge 1968 [trad. it. Scienza e civiltà nell’Islam, Feltrinelli, 1977]; The Encounter of Man and Nature, London 1968 [trad. it. Uomo e Natura, Rusconi, 1974]; Sufi Essays, Allen and Unwin, London 1972 [trad. it. Il Sufismo, Rusconi, 1994]; Knowledge and the Sacred, Crossroad, New York 1981; Islamic Art and Spirituality, Golgonooza Press, London 1987; Muhammad: Man of Allah, Muhammadi Trust, London 1982; The Need for a Sacred Science, State University of New York Press, Albany 1993; In Quest of the Sacred Science, State University of New York Press, Albany 1993; Religion and the Order of Nature, Oxford University Press, New York and Oxford 1996; The Islamic Intellectual Tradition in Persia, Curzon Press, London 1996

Autori L’altra guerra del Kosovo

Alessandro Bianchi, storico dell’arte, direttore dell’Istituto centrale per il restauro, Ministero per i beni e le Attività culturali.

Andrea Catone, Lineamenti per una storia del Kosovo scrittore, insegnante, ricercatore, presidente dell’associazione Un ponte per Belgrado in terra di Bari, attento osservatore degli sviluppi e contraddizioni dell’attuale dopoguerra in Kosovo e nei Balcani.

Rosa D’Amico, storica dell’aerte della Soprintendenza per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Bologna, da anni si dedica allo scambio culturale con la Serbia. Di grande significato la mostra da lei organizzata Tra le due sponde dell’Adriatico. La pittura nella Serbia del XIII secolo e l’Italia, presentata a Bologna, Ferrara, Bari e Venezia, tra il 1999 e il 2000, per porre il problema della tutela dei beni artistici in tempo di guerra. Numerose pubblicazioni sul Medioevo serbo e i grandi cicli dei monasteri del 1200.

Renato D’Antiga, autore di molti testi sulla tradizione greco-ortodossa.

Tommaso Di Francesco, poeta, scrittore e giornalista, più volte inviato nei Balcani, è caporedattore del quotidiano Il Manifesto.

Valentino Pace, docente dell’Università degli studi di Udine, esperto di arte medievale italiana e bizantina, con incarichi presso varie università italiane e straniere. Membro dell’Accademia di scienze e lettere di Oslo. Ha pubblicato Campania romanica, Jaca Book 1981, 1997, Arte a Roma nel Medioevo, Liguori 2000.

Daniele Senzadonna, ricercatore.

Luana Zanella, Ex parlamentare, attenta e impegnata anche attraverso specifiche missioni sul fronte delle aree interessate dalle guerre contemporanee, ha promosso iniziative parlamentari e politico-culturali (con il filosofo e sindaco di Venezia Massimo Cacciari, in collaborazione con l’Associazione Salva i Monasteri) per far conoscere il patrimonio artistico, storico e religioso della cristianità serbo-ortodossa in Kosovo, e promuovere nel dopoguerra, a fronte dell’avvenuta distruzione, la ssalvaguardia di testimonianze di altissimo valore, e spingere lo Stato italiano ad assumere adeguata responsabilità.