Gli alberi di Nagasaki

Véronique Brindeau 

Gli alberi di Nagasaki

Prix Lumière d’août 2026 per la letteratura.

“Pini, magnolie, una quercia blu del Giappone, un melograno e un frassino spinoso, alcuni alberi di cachi, ancora una volta carichi di frutti, vermigli nel cielo d’autunno, un cespuglio di azalea rifiorito e due immensi canfori, che segnano la soglia di un santuario di cui non resta più nulla. A un primo sguardo, nulla li distingue dagli altri alberi della città, se non il sobrio cartello che ne indica la specie, l’altezza e la distanza da ciò che viene chiamato l’ipocentro, il punto esattamente sotto l’esplosione, a cinquecento metri da terra, della bomba al plutonio sganciata su Nagasaki il 9 agosto 1945. Alcuni, tuttavia, mostrano tracce di bruciature, profonde cavità, fenditure: sono gli “alberi vittime della bomba”, hibaku jumoku, denominazione modellata su quella dei sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki, gli hibakusha, sempre meno numerosi.

Con la sua sensibilità acuta e la profonda conoscenza del Giappone, Véronique Brindeau – già autrice dell’ormai classico Elogio del muschio – compone un testo toccante, che affida alla voce degli alberi la memoria e la possibilità di una rinascita. 

Chiude il libro il breve testo di Philippe Forest Dopo la catastrofe: a proposito delle opere di Naoya Hatakeyama e Véronique Brindeau


Formato  13,5 x 21 cm.

Pagine  108 di cui 12 a colori

16 euro

ISBN  979-12-80146-28-1

Foto di Naoya Hatakeyama