Recensioni Bambole

Dal sito “La Bacchetta magica ” – 19 novembre 2012

Poco tempo fa è arrivato in redazione un piccolo libricino. Devo dire che è cosa rara e la curiosità ci ha spinto a sfogliarlo con calma e attenzione, come merita. Si tratta delle creazioni un po’ singolari di Laura Biondi accompagnate dalle riflessioni “filosofiche” della sorella Cristina.

Bisogna dire che è stato interessante, un altro passo verso l’arricchimento personale e non solo. Ecco come le Cristina e Laura si presentano:

“Siamo due sorelle che da tempo hanno ritrovato il piacere di giocare insieme. Per tanti motivi è stato un piacere ritrovato: l’adolescenza prima e poi la giovinezza ci avevano portato ad allontanarci, ognuna assorbita dai propri interessi e dalle proprie ambizioni. Sin all’infanzia avevamo coltivato il piacere per i piccoli lavori manuali, per quella creatività che non ha bisogno di grandi spazi e di molto tempo per dispiegarsi, sempre un po’ sacrificata alle cose più importanti.
Poi, passati i cinquant’anni, i nostri passatempi hanno trovato uno spazio nuovo, finalmente conquistato come un pieno diritto, per certi aspetti hanno colmato dei vuoti senza tristezza, senza noia, rinnovando le emozioni del gioco libero da preoccupazioni, ingenuamente creativo.
Laura ha scoperto la passione per le bambole, per realizzarle con infinita pazienza, con un entusiasmo che si è rinnovato di fronte ad ogni nuova creazione. Oggi sono veramente tante e saranno sempre di più: particolari e colori nuovi rinnovano la freschezza della creazione e loro sorridono, quasi potessero condividere la gioia di vivere.
Cristina ama un po’ tutti i lavori manuali: uncinetto, ricamo, patchwork, centinaia di lavori testimoniano della sua costanza. Ma più di tutto ama scriverne e con Laura è nato il progetto di un libro per affermare tutti i nessi, tutti i legami delle bambole con il complesso mondo femminile, da sempre immerso in quella penombra riservata alle cose insignificanti. Forse a volte ingenui, i lavori femminili non sono mai banali, come non deve essere banale quella quotidianità che valorizza gli oggetti graziosi realizzati per abbellire le nostre case.
Negli anni abbiamo raccolto scampoli di tessuto, vecchi bottoni, passamanerie, un’infinità di materiale che oggi permette a Laura di studiare disegni e colori, di scegliere e di accostare i disegni. La tavolozza offerta dalle stoffe, se se ne possiede una collezione, è molto interessante, ogni tela ha già una sua personalità, un suo disegno: tinte unite, fantasie, righe e quadretti possono poi venir accostati e le bambole richiedono accordi delicati, il verde pallido accanto al rosa, il malva vicino al giallino. Poi, dato che la pazienza non manca, si prendono in mano i ferri ed ecco nascere vestitini di lana, piccoli maglioni e calzetti che inevitabilmente ricordano tempi lontani, i lavori delle nostre nonne.
Tralasciamo qui di accennare all’importanza delle bambole nella vita delle bambine, ne parliamo nel libro, sono piccoli spunti autobiografici senza la pretesa di esaurire l’argomento. Ma cosa dire della passione per le bambole di una donna adulta? La nostra impressione è che più ci si allontana dai ruoli impegnativi di madre o di zia, più lo sguardo al mondo dell’infanzia si carica di nostalgia e di quella speciale adorazione che riconosciamo nelle vecchiette che si chinano sulle carrozzine per vezzeggiare bimbetti sconosciuti e bellissimi. Il visetto infantile di Giulia, la figlia di Laura, è ormai un ricordo lontano, affidato a tante fotografie che ci circondano, mentre lei è andata a studiare lontano. Ora la fantasia fa sbocciare i sorrisi di bambole dagli occhi di primula o violetta, i neonati sono minuscoli, imbozzolati nelle loro fasce, loro non cresceranno, non ci lasceranno mai, a meno che non vengano immersi nella vita che scorre, posti in un lettino ove prima o poi verranno scoperti come compagni di gioco. Stranamente anche la centesima bambola realizzata da Laura è stata accolta da Cristina come racchiudesse la sorpresa per una novità, come fosse incaricata di annunciare promesse ancora vaghe e misteriose.
Siamo pronte al ruolo di nonne, pronte a portare in dono al futuro che avanza centinaia di bambole pazientemente confezionate a mano e migliaia di fiabe, antichissime o appena inventate.”

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