L'Anello del Pescatore
Da "L'Alto Adige" del 28/5/2010
Recensione di Sergio Costa
Capita, di tanto in tanto, di avere tra le mani un libro diverso da tutti quelli che si ha avuto l'occasione di sfogliare, un libro destinato a cambiare il nostro modo di vedere il mondo. E' questo il caso de L'Anello del Pescatore . L'autore è Jean Raspail, viaggiatore e scrittore francese molto discusso per l'opera che nel 1973 decretò la sua fama, Il Campo dei Santi, e per le sue posizioni politiche (monarchico), moltissimi i suoi romanzi che meriterebbero d'essere conosciuti anche nel nostro Paese. Infatti, sfortunatamente ancora poco tradotto in Italia Raspail è destinato ad entrare nel Pantheon dei grandi della letteratura internazionale. In Francia è già considerato tale e tra i numerosi riconoscimenti nel 2003 ricevette il prestigioso "Grand Prix du Roman dell'Académie française" già assegnato in precedenza a Milan Kundera, e a Margarite Youcenar. Indubbiamente nessuna delle opere di Jean Raspail lascia il lettore indifferente, nel bene e nel male, ma L'anello del Pescatore, romanzo sconvolgente quanto avvincente, ha la forza di mettere in crisi molte delle nostre idee sulla storia, sulla religione, sul mondo ed è davvero singolare, dato il tema trattato (Storia della Chiesa) che nessun editore italiano avesse pensato prima ad un edizione italiana del volume pubblicato in Francia da Albin Michel.
Difficile riassumerne la trama che si snoda nell'arco di settecento anni alternando un presente raccontato al passato ad un passato che torna presente.
La narrazione inizia la vigilia di Natale del 1994 (o forse del 1983), un vecchio vagabondo con uno zaino in spalla è in cammino. Il suo nome è Benedetto. È l'ultimo, è stanco, è solo. I servizi segreti del Vaticano sono sulle sue tracce. Lui si trascina verso Roma, deve incontrare Woityla. Deve rivelargli quello che sa.
L'Anello del Pescatore racconta la storia di questo enigmatico viandante e dei suoi predecessori, uomini perseguitati e che sembrava "non avessero altra funzione sulla terra che quella di durare. Durare e trasmettere, durare per trasmettere." Dal tempo dell'inizio: lo Scisma d'Occidente che divise l'Europa e prostrò la Chiesa, una storia di tenace resistenza, prima epica con Papa Luna, poi quasi leggendaria con l'antipapa "Robin Hood" Jean Carrier, infine quella dimessa e segreta, tra le montagne della Provenza dei loro tenaci successori. Benedetto è il loro nome che riecheggia dalla fine del Medioevo. Ridando loro voce, Jean Raspail costruisce un libro affascinante, che travalica i generi letterari. Chi, leggendo queste righe, immaginerà che L'anello del Pescatore sia solo una fiction alla Dan Brown, magari un po' più elegante, resterà spiazzato.