Il tamburo di Shiva
Formato 13,5 x 21 cm. Pagine 160 con illustrazioni in nero Prezzo Euro 18,00 ISBN88-89466-13-8
« La musica dell'India incanta non solo gli uomini ma anche gli animali. Le cerve sono ipnotizzate dai cacciatori con l'ausilio della musica ».
Con queste parole Amir Khusru, celebre poeta e musicista turco del XIV secolo, esprime tutta la sua ammirazione per l'evoluta e raffinata musica indiana, che riuscì ad affascinare, oltre agli animali, anche i guerrieri islamici che avevano conquistato il Nord dell'India.
La stesso sentimento di bellezza trascinante e ammaliatrice possiamo provare noi, oggi, quando incontriamo la musica tradizionale indiana, pur così diversa dai nostri modi e dai nostri canoni e così, apparentemente, lontana dal nostro gusto estetico. Come e perché questo succeda ci viene spiegato in questo libro da Alain Daniélou. L'autore mette al servizio di un'esposizione brillante e precisa ad un tempo le sue straordinarie competenze e la profonda conoscenza che aveva della materia. L'agile testo, che si legge con vero piacere, è così anche una descrizione completa della musica dell'India del Nord della quale sono illustrati i molteplici aspetti, la storia e la leggenda, la teoria, le forme musicali (i diversi raga-s ), i ritmi, le tecniche vocali e strumentali e, infine, i musicisti e i loro strumenti. Il tamburo di Shiva è il primo trattato sulla musica tradizionale indiana, sintetico ma completo, che viene pubblicato in Italia; al rigore espositivo si associa la particolare attenzione che Daniélou consacra alla sensibilità e al gusto del lettore occidentale, la cui “educazione” musicale sembrerebbe essere piuttosto un ostacolo che non un aiuto alla comprensione di una forma d'arte così distante dalla sua cultura.
Tuttavia, come Amir Khusru, anche il “fruitore moderno” può assaporare il fascino della musica indiana e può inebriarsi con la sua bellezza: a questo scopo Daniélou dedica un prezioso capitolo che mira proprio all'educazione del gusto e che insegna “come ascoltare la musica indiana”.
L'autore
ALAIN DANIÉLOU (1907-1994), è uno dei più eminenti orientalisti contemporanei e musicologo di prima grandezza. Le sue opere sulla civiltà indiana spaziano dalla cosmologia alla musica, dall'arte alla filosofia e alla storia, dallo yoga all'erotismo.Dopo un'infanzia austera passata in Bretagna, Alain Daniélou frequenta gli ambienti avanguardisti parigini degli anni ‘30. Molto presto, però, l'Europa non riesce più a soddisfare le sue aspirazioni più profonde e inizia la sua lunga avventura intorno al mondo: l'America, l'Africa del pirata Henry de Monfreid, i bassifondi di Pechino, la Persia e l'Afghanistan, che per primo attraversa in macchina, e quindi l'India dove viene accolto da Rabindranath Tagore. Affascinato da questo paese, vi rimarrà per più di vent'anni. Si consacra alla musica tradizionale, studia filosofia, sanscrito e indi negli ambienti più ortodossi della città santa, pratica lo yoga e viene iniziato allo shivaismo. Ma non è che un nuovo inizio.
Recensioni
|
Da "Modus vivendi" di gennaio 2008
"La musica indiana, tra storia e leggenda" di LB
Secondo i Purana, antichi libri indù di mitologia e storia, fu il dio Shiva ad insegnare la musica e la danza agli esseri umani più di seimila anni prima della nostra era. Così Alain Daniélou, orientalista e musicologo di prima grandezza venuto a mancare nel 1994 , introduceva i lettori occidentali alla lettura de Il tamburo di Shiva , il primo trattato sulla musica tradizionale indiana recentemente pubblicato dalla Casadei libri in occasione del centesimo anniversario della nascita dell'autore. Tra storia e leggenda, teoria e tecniche musicali, Daniélou ci porta alla scoperta della cultura di un paese in cui il notevole spirito di tolleranza e adattamento ha permesso di spingere lo sviluppo delle arti fino ad una raffinatezza estrema, la cui perfezione rende difficile ogni ulteriore evoluzione.
L'autore ci racconta in modo semplice, sintetico e completo i ritmi, gli strumenti, i musicisti di un paese che, sulla musica, basa gran parte della propria tradizione. |
Da "Il Sole 24 ore" del 6 aprile 2008
"In principio era il piacere" di Giuliano Boccali
Alain Daniélou svelò in Occidente il segreto delle rappresentazioni erotiche dei templi indiani; il «kama», la forza primordiale che lega gli amanti e fa incontrare individuale e universale.
Figlio di un ministro anticlericale e di una madre cattolica attivissima, fratello di Jean futuro cardinale e accademico di Francia, ne1 1936 Alain Daniélou (Neuilly-sur-Seine, 4 ottobre 1907 - Lonay, 27 gennaio 1994) ha alle spalle esperienze tanto intense quanto disparate: frequentazioni d'avanguardia, lezioni di danza con Nicolas Legat, il maestro del "volante" Nijinski, viaggi esotici:.... |